Nato nella provincia dell'Hunan, sono stato senza ombra di dubbio uno dei migliori alleati di Deng Xiaoping nel corso del durissimo scontro per la sopravvivenza messo in atto contro il suo rivale Hua Guofeng. Questi, erede indicato da Mao Zedong, voleva farci fuori e riportare in auge i massacri della Rivoluzione culturale: una prospettiva che nessuno di noi poteva accettare. Quindi, grazie a un'abile preparazione, siamo riusciti a neutralizzarlo: Zhao Ziyang lo rimpiazza come Primo ministro mentre io, nel 1981, divento Presidente del Partito comunista cinese. Solo un anno dopo, decido di abolire questa posizione reinstituendo la carica di Segretario generale, ricoprendola per primo. Benché ai vertici del potere, ero considerato soltanto uno dei burattini di Deng: mentre Zhao lo era nello Stato, io lo ero nel Partito. Per combattere contro questo stato di cose, e lasciare la mia impronta sulla scena politica della Cina, ho riabilitato molte delle vittime della Rivoluzione culturale, fra le quali l'ex Presidente della Repubblica popolare cinese, Liu Shaoqi. Era un uomo buono, ucciso in modo orribile per aver denunciato le vittime del Grande Balzo in avanti. Ho cercato inoltre di migliorare l'autonomia del Tibet, ritirando alcuni quadri comunisti troppo intransigenti dalla regione. Tuttavia, nel 1987, Deng mi ha costretto con la forza a rinunciare al mio posto, accusandomi di avere compiuto "errori e inesattezze varie". Nel 1989 sono morto a causa di un attacco cardiaco: durante il mio elogio funebre sono stato ricordato come un "grande rivoluzionario proletario". Mi sono stati tributati funerali di Stato, probabilmente per il mio ruolo nell'avere aiutato Deng Xiaoping nelle sue riforme di mercato e nella denuncia della Rivoluzione culturale. Moltissimi giovani cinesi volevano ricordarmi, ma gli è stato impedito dai “falchi” dell'amministrazione Deng. Dal mio funerale sono iniziate le proteste sfociate nella repressione di piazza Tiananmen. Ero un riformatore, volevo salvare il mio Paese da sè stesso.
Oggi torno a scrivere perché l'attuale presidente cinese, Hu Jintao, dice di ispirarsi a me. Lo dice e basta, perché quello che accade nel Paese è sotto gli occhi di tutti. Spero che i miei commenti sulle cronache quotidiane possano aiutarvi a comprendere il Zhong Guo, l'Impero di Mezzo, la Cina.
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